
Il problema subentra quando i figli cominciano a pretendere gli articoli di moda che hanno gli amici: la gara al consumo genera una forte pressione da parte del gruppo, chi non si veste secondo la moda del momento o non ha il cellulare di ultimo grido viene automaticamente escluso.
Per i giovani è difficile valutare il valore dei beni di consumo, perché spesso non devono lavorare per pagarli. Ma se si vuole educare i propri figli a delle spese razionali è vivamente sconsigliato dare loro in prestito la carte di credito o il bancomat del genitore per fare acquisti ma piuttosto finanziare loro con dei contanti e fissare un limite settimanale o mensile di modo che piano piano imparino a gestirsi. I genitori devono spiegare ai figli che i soldi non cadono dal cielo ma sono frutto di lavoro e impegno, non viziarli sempre regalando loro soldi per ogni azione buona o meritevole, insegnare loro il costo della vita e metterli al corrente che un prodotto sul mercato può avere prezzi differenti e quindi cercare quello più conveniente. E’ utile che figli rendano conto ai genitori delle spese che hanno fatto, mostrando a mamma e papà i loro acquisti e i genitori, in questa maniera, possono rendersi conto se il proprio figlio fa scelte più o meno razionali in base alla età o se invece ha già il profilo dello spendaccione.
Infine, non concedere di più di quello che si è concordato: in questo modo i figli imparano che c’è un limite obbligato alla possibilità di spendere e quando i soldi sono finiti non resta che attendere la prossima “paghetta” per poter nuovamente acquistare. Questo insegnerà loro a saper rinunciare o sacrificare qualcosa per qualcos’altro e impareranno a gestirsi.


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