venerdì 30 maggio 2008

FAST FOOD!!!!!!!!




" Ok dopo aver parlato per un pò di soldi parliamo un pò di altre cose altrettanto se non più importanti, anche perchè non posso ignorare il fatto che l'estate sia alle porte e la prova costume pure e quindi una buona e sana alimentazione è necessaria per sfoggiare un fisico perfetto...ora potrei stare qui a parlare di diete e cose varie ma no invece vi parlo di una cosa molto curiosa e su come ingrassiamo semplicemente nel modo sbagliato di mangiare!! leggete!!! "

Vi sembra incredibile che la sola velocità con la quale ci si nutre possa incidere sul peso? Non lo è affatto, tanto più da quando uno studio dell’Università di Rhode Island a Kingston ha dimostrato che chi mangia troppo velocemente in genere assume circa 70 calorie in più di chi mangia più lentamente.
Trovate difficile concentrarvi sulla masticazione lenta e sul piacere del cibo quando siete in pausa pranzo per quella mezz’ora risicata durante la quale vi tocca anche passare in tintoria e fare qualche telefonata? Avete le vostre ragioni, ma pensate a quanto sarà più semplice dimagrire se in una settimana riuscite a ingerire quasi 500 calorie in meno, moltiplicando per sette le 70 calorie medie giornaliere che ingurgita chi si ingozza di cibo a velocità supersonica.



martedì 27 maggio 2008

Dov'è IL Pacco???



" Concludiamo il nostro discorso sui mutui con un piccolo avvertimento per tutti voi...si perchè questo argomento che noi abbiamo cercato di trattare su questo blog condiziona la vita di molti italiani ed è importante lanciare questo segnale, cioè nella scorsa legislatura è stato consentito ai cittadini di rinegoziare il loro mutuo ma come ogni cosa all'italiana qualcosa è andato storto e le banche hanno fatto i furbi quindi attenzione.... "






IL “ Caveat emptor” arriva come di consueto dalle associazioni consumatori che facendo i conti in tasca alle famiglie avvertono: con l’accordo Abi-governo sui mutui si rischia di pagare fino a 12.000 euro in più sui mutui rinegoziati!
«I mutuatari devono essere consapevoli che ciò che non viene pagato nella rata dovrà essere pagato a fine mutuo caricato degli interessi»,
avverte Paolo Landi di Adiconsum.
In cosa consiste la rinegoziazione?Questo il meccanismo: se la rata non è sopportabile si riduce e quanto corrisposto in meno, rivalutato da tassi di remunerazione per la banca, viene accodato alla fine del mutuo e ne comporterà l’allungamento.La misura permette certo un alleggerimento di breve termine sulla spesa annua per il mutuo, ma, sostiene Adiconsum, la si sconta sul lungo periodo.La durata del mutuo si allunga e ciò che non si è pagato oggi, sarà pagato in futuro caricato dei relativi interessi.

I “pro”Il “merito” dell’accordo raggiunto dal governo sta nel fatto che la banca è obbligata a rinegoziare mentre fino ad oggi, come è accaduto frequentemente, poteva non offrire la propria disponibilità.In questo senso, l’accordo facilita il rapporto banca-mutuatario e fissa le condizioni dell’accantonamento.
I “contro”Certo non è tutt’oro quello che luccica. L’anno preso a riferimento infatti è il 2006, in cui però si erano già registrati gli aumenti più rilevanti.L’abbassamento della rata del mutuo a tasso variabile di circa 100 euro viene addebitata su un conto finanziamento. Su queste somme maturano interessi ad un tasso fisso(oggi del 5,13%) che si cumulano nel corso degli anni fino alla scadenza del mutuo.Il vantaggio per le famiglie è una rata del mutuo compatibile con il proprio reddito, ma ciò non comporta alcuna riduzione dei relativi interessi maturati e il pagamento di ulteriori interessi a scadenza.
Parlare, quindi, di benefici di 800-1000 euro è assolutamente fuori luogo.
Aspetti da chiarire Molti sono gli aspetti ancora da chiarire e che possono incidere sulla valutazione dell’accordo, secondo Adiconsum:
la tenuta del conto finanziamento è gratuita oppure vi gravano dei costi?
Le quote accantonate sono solo interessi o quote di capitale?
Gli addebiti sul conto beneficiano delle detrazioni fiscali?
In caso di abbassamento dei tassi ritorno ad una bassa inflazione, il mutuatario deve aspettare a fine mutuo per estinguere il debito accumulato sul conto finanziamento?
Rientrano nell’accordo anche i mutui cartolarizzati o in sofferenza?

sabato 24 maggio 2008

S.O.S. By SILVIO



" Su questo blog non ho parlato di politica e non intendo farlo ma tutti sapete che nel bene e nel male la politica ci influenza e visto che stavamo parlando un pò di banche e di mutui non posso non parlare del nuovo provvedimento preso dal nuovo governo per aiutare le famiglie che si trovano con questi mutui con tassi altissimi..prego a voi il giudizio... "

Approvata all’unanimità dal Comitato Esecutivo dell’Abi la bozza di accordo tra il Ministero dell’Economia e l’Associazione Bancaria, introduce la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile stipulati prima del primo gennaio 2007.
Cosa cambierà?Le rate variabili dei mutui stipulati a partire dal 1° gennaio 2007 potranno diventare fisse mantenendo l’importo medio delle rate pagate nel 2006 ante aumento dei tassi d’interesse. Il sistema escogitato assomiglia ad un tipo di mutuo che già alcune banche offrono ai clienti: l’accordo permetterà di rinegoziare i contratti a tasso variabile stipulati a partire dal 2007, ma con una rata fissa «fuorimercato». Questo naturalmente non implicherà un abbassamento dell’importo dovuto alla banca ma un allungamento del periodo di rateizzazione. Una boccata d’ossigeno per le famiglie italiane che vedranno l’abbassamento della rata dopo il 90 esimo giorno dalla rinegoziazione.

Benefici e beneficiariLe famiglie coinvolte secondo le stime dell’Abi si aggirano intorno all’1,25 milioni di unità, con un risparmio annuo di circa 850 euro (calcoli Abi effettuati su mutui ventennali da circa 80 mila euro).
La convenzione sarà firmata dal Tesoro e dall’associazione delle banche entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto e potrebbe interessare più di un milione di famiglie.
“L’iniziativa - ha dichiarato Faissola- viene incontro a quelle famiglie che si sono trovate in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Bce dalla fine del 2005″. Ora “sarà possibile estendere ad una più ampia platea di famiglie l’opportunità di ricorrere alla rinegoziazione” dei mutui “con un’unica procedura, semplice e trasparente”.



martedì 20 maggio 2008

Uomo Avvisato Mutuo Salvato....



" Come ho già avuto occasione di dirvi essere informati confrontare le varie offerte delle banche è importante anche perchè molti fanno i furbetti..l'ultimo caso è proprio quello sulla portabilità del mutuo che doveva essere uno strumento di aiuto per i consumatori che ormai non ne possono più di pagare rate esose e permettere loro di cambiare il mutuo con un altra banca; ma come solito succede in Italia le cose sono andate in tutta altra maniera e le banche fanno le furbette ed ecco che cè chi ha creato una guida...."


Istruzioni per un uso consapevole e informato: questo l’obiettivo della seconda «Guida per il cittadino. Mutuo informato» realizzata dal Consiglio nazionale dei Notai assieme a un gruppo di associazioni dei consumatori.Alla sua seconda edizione il vademecum fornisce regole certe su portabilità o surrogazione, rinegoziazione, cambio o mutuo di sostituzione, insomma tutte le novità sul tema, costi e vantaggi introdotti dal decreto Bersani-bis e dalla Finanziaria 2008.
RinegoziazioneL’accordo tra banca e cliente riguarda principalmente il tasso e/o la durata. La legge Finanziaria 2008 (l. 244/2007) ha stabilito che è sempre possibile per la banca e il debitore variare senza spese le condizioni del contratto di mutuo mediante scrittura privata anche non autenticata. E nei casi in cui la banca richieda la formalizzazione della rinegoziazione in forma notarile o autentica, il Consiglio Nazionale del Notariato ha comunicato la disponibilità a una concreta riduzione dei compensi dovuti (v.
comunicato).
PortabilitàLa portabilità (o surrogazione), introdotta dalla legge 40/2007, prevede che il mutuatario possa accordarsi con una nuova banca per avere un altro mutuo con cui estinguere quello con la banca originaria che non può opporsi. Il nuovo prestito sarà garantito dalla stessa ipoteca già concessa a garanzia del mutuo originario.
E’ inoltre sempre possibile, per usufruire di condizioni più favorevoli, ricorrere al mutuo di sostituzione: estinguere il vecchio mutuo per accenderne uno nuovo presso la stessa o un’altra banca. Anche se in questo caso il cittadino dovrà considerare i non trascurabili costi.
La Guida è consultabile sul sito dei notai (
www.notariato.it) e delle associazioni dei consumatori, oltre che in distribuzione presso ogni studio dei 5.000 notai italiani.

venerdì 16 maggio 2008

STOP ALLE BANCHE!!!



" Si sa che il rapporto con le banche oggi come oggi è burrascoso a causa degli elevati costi di un conto corrente, dei pochi servizi del fatto che una banca abbia poca fiducia in voi e voi altrettanto della banca...insomma è un periodo difficile se poi ci mettiamo anche le rate dei mutui non se ne esce più...e per questo che da un pò di tempo in tutto il mondo e anche in Italia ci sono vere e proprie associazioni di persone che si prestano denaro fra di loro bypassando banche e finanziarie il tutto alla luce del sole e anche con lauti guadagni!!! leggere per credere..."

Delusione per gli investimenti effettuati in Borsa o attraverso gli intermediari finanziari, desiderio di coniugare un buon rendimento con la finalità sociale nell'impiego del proprio denaro, la linearità e la trasparenza delle procedure: sono queste le motivazioni principali di chi presta il proprio danaro attraverso Zopa e Boober, i siti in funzione da alcuni mesi che hanno introdotto in Italia il peertopeer lending, cioè il prestito remunerato tra privati a un tasso inferiore a quello di mercato. Chi invece chiede un prestito è attirato dalle condizioni migliori rispetto a quelle offerte dalle banche e, se si tratta di una persona 'non bancabile' perché lavoratore precario o per altri motivi, dalla possibilità di ottenere con relativa facilità un prestito che altrimenti sarebbe magari costretto a chiedere a un usuraio.

I 'PRESTATORI'. "Non sono una persona esperta in materie finanziarie, e ho solo due lire messe via. - spiega Anna Maria De Luca, impiegata, 56 anni, un figlio di 33, 'prestatrice' di Zopa - Non so se dal punto di vista del guadagno il mio investimento di 6.000 euro andrà bene, però sto già cominciando a ricevere i primi frutti, trovo gratificante vedere che questa cosa già funziona e se ne possa verificare l'andamento giorno per giorno sul sito. Al contrario, tempo fa ho investito in un fondo che sta andando malissimo, e nessuno sa darmi informazioni adeguate su cosa fare o semplicemente su chi devo chiamare. Penso che prima o poi me ne tirerò fuori, a costo di perdere tutti e 3.000 euro".

Deluso dagli investimenti effettuati attraverso le banche anche Marco, 26 anni, impiegato da tre nella direzione di una compagnia assicurativa: "Avevo acquistato azioni Enel con la privatizzazione, con mia sorella. Sono tuttora in perdita di almeno il 10-20 per cento. Di Zopa mi ha attratto la filosofia innovativa, mi piace l'idea di prestare senza intermediazione bancaria". Attratto dal 'fine sociale' dell'investimento, cioè dalla possibilità di aiutare una persona a realizzare un progetto personale o far fronte a una necessità, è anche Andrea Pietroboni, 45 anni, impiegato, che ha prestato 6.000 euro attraverso Boober: "Mi è piaciuta l'idea di questi prestiti on line senza l'utilizzo di finanziarie o banche, come apprezzo la possibilità di poter investire anche a breve termine. In passato avevo fatto un'assicurazione sulla vita, che si era rivelato però un impegno eccessivo, prolungato negli anni". Ostilità verso gli investimenti bancari e in Borsa e solidarietà verso chi ha bisogno di un prestito e ha difficoltà a ottenerlo sono criteri comuni a quasi tutti gli utenti di Zopa e Boober, e sono ragioni che sembrano essere più importanti di quelle strettamente economiche, a cominciare dal rendimento. "Ho prestato 9.000 euro su Zopa - dice Andrea Rodolico, 33 anni, imprenditore informatico di Asti - soprattutto perché mi fa piacere che attraverso i miei investimenti ci siano persone che non debbano sottostare alle banche. Io l'ho fatto ai tempi della bolla Internet: è stato seguendo i suggerimenti di alcuni intermediari che ho lasciato un po' di sangue sulla pareti, da allora non mi fido un granché delle banche, agiscono solo a loro vantaggio. Mi fido invece delle persone alle quali ho prestato i miei soldi: l'onestà è molto più diffusa di quello che si vede nei giornali". "C'è un concetto di base sociale - osserva Stefano Scardovi, 36 anni, commerciante - si va oltre i meri numeri, sapere che ho aiutato qualcuno che voleva sposarsi mi dà più soddisfazione che un fondo che magari investe in aziende che producono armi". Naturalmente anche il rendimento del prestito è considerato un elemento d'interesse: "Prestare il mio danaro su Zopa per me è un modo di smobilizzare il danaro che altrimenti sarebbe fermo in banca a interessi zero: le banche purtroppo non sono enti di beneficenza, cercano di ottenere il massimo dai correntisti dando il meno possibile. - dice Fabio Grande, 36 anni, programmatore presso una software house di Torino - Ad oggi le alternative per guadagnare qualche soldo sono poche, a parte investire in Borsa come ho fatto io, ma i rendimenti ultimamente non solo solo decaduti, di più, è già tanto che non ci siano perdite. Zopa non mi renderà ricco, ma investire i miei soldi così mi rende certo più che investirli in banca o tenerli nel materasso". Secondo Lino Di Santo, 25 anni, 'prestatore' di Boober, non bisogna però andare troppo addosso a banche e finanziarie: lui stesso lavora in una Sgr del gruppo Intesa SanPaolo a Milano, peraltro. "Sono sistemi diversi: Boober e Zopa si basano sulla fiducia, una banca non può permetterselo, ha bisogno di garanzie".

I 'RICHIEDENTI'. Anche tra i richiedenti c'è un operatore finanziario professionista, Fabio Rumiz, di Pacento (Udine), 38 anni. "Gestisco fondi d'investimento alle Generali - spiega - e ho preferito chiedere il prestito di 10.000 euro che mi serviva per un impianto di pannelli solari su Boober per via del tasso particolarmente conveniente, 8% a 36 mesi. Però non so se presterei a mia volta del denaro: credo che sia sinceramente un po' rischioso". Anche Maddalena Roversi, bolognese, 36 anni, impiegata statale, ha preferito Boober alle banche per via del tasso d'interesse: "Mi serviva per affrontare delle cure mediche, e le condizioni mi sono sembrate molto più leali. Quando ho fatto la mia richiesta, gli utenti di Boober hanno aperto un forum, e così sono emersi alcuni 'prestatori' disponibili: mi sono sembrati decisamente più disponibili rispetto a una banca". E così Enrico Savio, padovano, 36 anni, docente universitario: "Volevo completare il giardino, mi servivano 5.000 euro, sul taeg offerto da Zopa c'era una differenza di quattro punti con le banche". E' convinto di aver risparmiato parecchio, anche rispetto ai tempi per la procedura, pure Luciano Lobozzo, 46 anni, di Guidonia, sposato con 8 figli: "Mi servivano 7.000 euro per un impianto di pannelli solari: attraverso Zopa sono arrivati subito, nel giro di un paio di giorni, una procedura pratica e veloce". Mentre Enrica, 35 anni, impiegata, ha fatto ricorso a Zopa dopo che le banche le avevano chiuso le porte: "Mi servivano 2.000 euro per estinguere una morosità con il mio condominio, e avevo difficoltà a ottenerli da banche e finanziarie perché sono una precaria, lavoro nel telemarketing con contratti di collaborazione a progetto della durata massima di sei mesi e questo mi rende una categoria C, a rischio. Invece gli 'zopiani' mi hanno dato fiducia: ci siamo stretti la mano, virtualmente, il prestito mi è stato erogato in tempi rapidissimi. E io, adesso, cerco di pagare le rate anche prima della scadenza: grazie a loro dormo sonni tranquilli, ho evitato di affidarmi agli usurai".

lunedì 12 maggio 2008

CONTO ON-LINE E LOW COST!!!



" Un pò di tempo fa abbiamo parlato di conti corrente ebbene sono uscite delle notizie che riguardano proprio questo strumento e gli italiani a quanto pare sono ormai tantissimi quelli ke lo usano via internet anche perchè con internet si risparmia un bel pò!! beh che dire buttatevi anche voi nella michia ma attenzione alle fregature..... "

Rappresentano il 40% del campione e crescono ad una velocità sbalorditiva, parliamo dei conti corrente online rilevati dall’Osservatorio Finanziario. Una delle ragioni delle preferenze italiane per i nuovi depositi è l’evidente risparmio sui costi di gestione rispetto ai conti tradizionali.
Calano infatti in media del 27% le spese medie di tenuta conto annuali, da 38 a 27,7 euro, stando quanto rilevato dall’indagine.
C’è conto e contoCerto la categoria di “conti online” è piuttosto eterogenea se si considera che ci sono prodotti a costo zero (ad eccezione del bollo di 34,20 euro l’anno) e conti all-inclusive che costano oltre 200 euro l’anno (ma offrono anche l’esclusiva carta Black o Platinum). I correntisti si trovano davanti all’imbarazzo della scelta anche sui rendimenti: ci sono conti ad alto rendimento (fino al 6% in promozione, e 4% base), e conti che danno lo zero virgola.

La novità positiva riguarda la crescita dei conti online a zero spese, in risposta ad una crescente esigenza di operatività da parte dei clienti. Secondo il Rapporto08 di Of-Osservatorio finanziario, i conti fai da te a canone zero oggi rappresentano il 40% del campione preso in esame, rappresentativo dell’intero sistema bancario italiano e costituito da oltre 40 banche commerciali e popolari, italiane e straniere, piccole e grandi.
L’impulso ai conti low-cost sembra portentoso considerando che solo un anno fa le preferenze si attestavano intorno al 16%.
Quanto costano i conti?Il costo medio dei conti correnti è diminuito nel 2007 con una media di spese di tenuta conto annuali, di 27,7 euro del gennaio 2008 (22,6 euro se si considera una giacenza media superiore ai 6.000 euro). Un dato significativo se si considera che le spese medie di tenuta conto del campione ammontavano a 98,5 euro nel giugno del 2005.
Dove conviene avere un conto?Il merito è soprattutto delle banche che negli ultimi mesi hanno lanciato nuovi conti fai da te a costo zero: tra le altre, Unipol Banca (Conto Evvai), Antonveneta (Conto internet), Banca Popolare di Verona (Conto Specchio Online), BPI (Conto Doppio Zero), Intesa Sanpaolo (Zero Tondo, prima lanciato dal Sanpaolo, poi “assorbito” anche dalla rete Intesa, dopo la fusione), Deutsche Bank (conto Doppio Zero), Banca delle Marche (Base Zero), Banca Popolare di Bari (Zero24), Banca Sara (Conto Elite).

venerdì 9 maggio 2008

Need Cash?



" Oggi come oggi più che una assicurazione sulla vita abbiamo bisogno in concreto di denaro per fronteggiare tutto quello che ci succede nella vita e non alla nostra morte....visto che oggi si palra tanto di mutui oggi è nato uno strumento che ci potrebbe far guadagnare dalla nostra casa e non farci rimanere senza soldi alla fine del mese...eh sì questo strumento ci permette di fare un pò di liquidità ma fate sempre attenzione... "

Si tratta di mutui di liquidità che “liberano” il capitale immobilizzato dal bene casa per reinvestirlo in ulteriori finanziamenti.
Come funziona?Sorta di finanziamento ibrido, a metà strada tra il mutuo e il credito al consumo, il mutuo “cash” richiede l’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile, e, in cambio, offre denaro liquido, fino al 60-80% del valore odierno della casa.
Nel caso ad esempio la casa valga sulla carta 200 mila euro, si possono chiedere fino a 120-160 mila euro di liquidità. Questa tipologia di mutuo sfrutta la forte rivalutazione degli immobili verificatasi negli ultimi anni.
Dati alla manoLa rivalutazione degli immobili favorisce la maggior smobilitazione di capitale. Secondo i dati di Scenari Immobiliari, infatti, nel 1993, il prezzo di un immobile abitativo in zona semi-centrale a Milano era di 2.500 euro al metro quadro. Per un appartamento di 100 metri quadri, si spendevano 250.000 euro. Nel 2007, il prezzo al metro quadro per lo stesso appartamento è salito a 4.400 euro. La casa, oggi si è dunque rivalutata a 440.000 euro. Se è libera da ipoteca, e ipotizziamo di sottoscrivere un mutuo di liquidità pari al 60% del valore attuale dell’immobile, si raggiunge una cifra di 264.000 euro, superiore a quello che era l’intero valore dell’immobile quattordici anni fa. Niente a che vedere, dunque, con le somme a cui si accede con un semplice prestito personale, in genere inferiore o uguale ai 30.000 euro.

Quanto costa?Non è tutt’oro quello che luccica però. Rispetto ad un finanziamento finalizzato all’acquisto della casa, infatti, il mutuo liquidità costa di più: bisogna calcolare una maggiorazione di almeno 0,20 o 0,30 punti percentuali rispetto ai tassi di un finanziamento ipotecario tradizionale. In definitiva, per la banca è un finanziamento più “rischioso”, come ogni altro prestito non finalizzato all’acquisto di uno specifico bene.In questo caso prestiti molto elevati non richiedono giustificativi da parte del beneficiario.

La formula mista

Si chiama mutuo “sostituzione più liquidità”, ed è una forma ibrida che permette di sostituire il vecchio mutuo con un nuovo finanziamento ipotecario ottenendo, nel contempo, una somma extra. Oggi, la richiesta di questa tipologia di prodotto è cresciuta di circa il 15% a fronte di una maggiore concorrenza tra gli operatori bancari e una maggiore consapevolezza dei clienti.
Anche in questo caso, si può sfruttare l’effetto di rivalutazione del capitale rispetto al prezzo originario dell’immobile, ottenendo un finanziamento “aggiuntivo” che viene “agganciato al mutuo” e quindi costa meno. Il ragionamento è molto semplice: invece che chiedere un prestito personale di 10.000 euro, restituibili in 3 o 5 anni, ad un tasso del 9-10%, il finanziamento è incorporato nel mutuo di sostituzione. E questo permette non solo di spalmare quella cifra sui 25-30 anni che rappresentano la durata del finanziamento, ma anche di averla ad un tasso di interesse più basso, quello del mutuo.



lunedì 5 maggio 2008

VOGLIO UNA MACCHINA ASSICURATA!!!



" Parlando di assicurazioni non potevamo citare la più famosa delle assicurazioni, anche perchè è obbligatoria, ovvero la RC Auto la famosa assicurazione per le nostre care macchinine... Beh che dire in realtà è importante essere assicurati grazie alla RC infatti possiamo tranquillamente risolvere i vari incidenti che ci dovessero capitare...tanto paga l'assicurazione... "

Una indagine di mercato condotta da Altroconsumo su un campione di oltre 5.500 premi (circa il 98% del mercato) nei 20 capoluoghi di Regione italiani, guida l’automobilista nel confronto tariffe.
Ogni città fa storia a sé quanto a condizioni e premi, relativamente al traffico, alla sua pericolosità e quindi alla probabilità di incidenti. In base all’indagine svolta considerando per un attimo i valori medi per ciascuna città, la più cara è Napoli la più economica Aosta. Ma nell’ambito della stessa città e per lo stesso profilo di assicurato, la variabilità è altissima.
Tra le 10 migliori offerte si può notare una certa differenza di tariffe in termini percentuali: tra la prima e la decima per alcuni profili in diverse città c’è una differenza che ammonta a oltre il 60%.
Se però si considerano tutte le compagnie, e non solamente le 10 migliori, allora sì che le differenze diventano davvero esorbitanti. In moltissime città, per quasi tutti i profili i premi massimi rilevati superano il doppio dei minimi. E in un qualche caso perfino il triplo.

Il caso più eclatante in termini assoluti riguarda Napoli, dove un 35enne che guida una Golf e non causa incidenti da 4 anni può trovarsi a pagare nella migliore delle ipotesi un premio di 800 euro e nella peggiore, scegliendo cioè la compagnia più cara, la bellezza di 2.152 euro, con una differenza pari a 1.352 euro. Altri risparmi molto ingenti si possono realizzare per lo stesso profi lo anche a Palermo (1.092 euro), Catanzaro (1.050 euro) e a Trieste (981 euro). Anche il 43enne in classe 5 che guida l’Audi con la moglie può risparmiare un bel po’ scegliendo la compagnia meno cara rispetto a quella con i premi più alti: 1.334 euro di differenza a Catanzaro, 1.320 euro a Palermo, 1.279 a Napoli. Potremmo andare avanti a lungo, ma il succo della questione è che il premio dell’assicurazione RC Auto può avere un peso notevole sul bilancio famigliare e le compagnie segnalate nelle tabelle che trovate di seguito vi consentono di realizzare risparmi davvero consistenti.

venerdì 2 maggio 2008

CASALINGA ASSICURATA!!!



" Parlando di assicurazioni di certo non può sfuggire una delle ultime novità in campo assicurativo ovvero l'assicurazione casalinghe! Ebbene sì da un pò di tempo esistono questo tipo di assicurazioni vuoi un pò perchè per lo Stato è obbligatorio vuoi un pò perchè gli incidenti all'interno delle mura domestiche aumentano oggi questo strumento permette alle nostre mamme, le nostre mogli di stare un pò più al sicuro... "

Un’offerta promozionale di inizio anno targata Inail, quella che dal 21 gennaio per due settimane consentirà alle casalinghe di usufruire gratuitamente dell’assicurazione domestica.
Per approfittare dell’offerta sarà sufficiente recarsi presso alcuni punti vendita delle imprese aderenti a Federdistribuzione.
L’iniziativa congiunta di Federdistribuzione con le associazioni delle casalinghe (Federcasalinghe e Moica), sostenuta dall’Inail, vedrà una fase sperimentale focalizzata solo sulla sottoscrizione dell’assicurazione obbligatoria gratuita per gli aventi diritto. Sono coinvolti nell’operazione circa sessanta grandi punti vendita, distribuiti sull’intero territorio nazionale. Grazie al protocollo, dal 21 al 31 gennaio, spiega l’Inail, sarà possibile effettuare l’invio dell’autocertificazione ed iscriversi on line anche attraverso i punti informativi allestiti da Moica e Federcasalinghe all’interno di alcuni supermercati della grande distribuzione, utilizzando una procedura informatica messa a punto dall’Inail.

Cos’ l’assicurazione casalinghe?In Italia dal 1999 le casalinghe tra i 18 e i 65 anni hanno l’obbligo di stipulare un’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico tramite il versamento all’Inail di un premio annuo pari a 12,91 euro, a meno che non siano al di sotto di una determinata soglia di reddito. In questo caso il premio è a carico dello stato e l’assicurazione obbligatoria diviene gratuita.
Quanto costa?Costa 12,91 euro all’anno e si paga tramite bollettino Inail che arriva a casa agli iscritti o può essere reperito presso le sedi Inail, gli uffici postali, le associazioni di categoria (Federcasalinghe, Moica, Scale Ugl), gli enti di patronato.Per alcune persone l’assicurazione è gratuita: la paga lo Stato a tutti coloro che hanno un reddito personale lordo annuo non superiore a 4.648,11 euro e appartengono a un nucleo familiare il cui reddito complessivo non superi 9.296,22 euro. Per ottenere l’agevolazione basta autocertificare la propria condizione all’Inail.
Chi la deve pagare?Chi inizia le cure domestiche deve presentare domanda di iscrizione all’Inail. L’assicurazione è obbligatoria per le persone che prestano lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo (e quindi non sono assicurate per la pensione) e hanno tra i 18 e i 65 anni. Nell’ambito dello stesso nucleo familiare si possono assicurare più persone (ad esempio: madre e figlia).
Cosa copre?Sono assicurati gli incidenti che avvengono in casa, compresi giardini, cantine, balconi. Sono assicurati anche gli infortuni dovuti alla presenza di animali domestici, quali cani, gatti, pappagalli, criceti, conigli, ecc, che vivono abitualmente in famiglia.
RenditaL’Inail paga una rendita mensile, a patto che l’infortunio abbia causato una inabilità di almeno il 27% (intesa come perdita della capacità di lavoro). E’ tutelato anche l’evento morte: in questo caso la rendita è pagata ai familiari superstiti.La rendita è più o meno alta in relazione al grado di inabilità. Si parte da 148,33 euro al mese per arrivare (inabilità al 100%) a 1.030 euro. Sono somme nette, esenti dal fisco, e quindi neanche da inserire nella denuncia dei redditi.